Archive for March, 2009

per una bibliografia

dal sito regione.emilia-romagna.it, scritti su Francesco Zanardi

M. Spinella, «Un socialista della bassa», in Il Contemporaneo, a. I, 31, 30 ott. 1954.
A. Greppi, «Ricordo di Francesco Zanardi», in Bologna. Rivista del comune di Bologna, n. 14, 1955.
M. Longhena, Venti anni nelle pubbliche amministrazioni, Opere Nuove, Roma, 1960.
N.S. Onofri, 28 giugno 1914: i socialisti a Palazzo d’Accursio, Quaderni de La Squilla, Bologna, 1964.
N.S. Onofri, La grande guerra nella città rossa, Edizioni del Gallo, Milano, 1966.
E. Bassi, N.S. Onofri, Francesco Zanardi, il sindaco del pane, La Squilla, Bologna, 1976.
Istituto R. Morandi, Francesco Zanardi Sindaco di Bologna 1914- 1919, Bologna, 1984.
N.S. Onofri, M. Poli, A. Benetti, F. Bartolini, Francesco Zanardi. Un socialista a Palazzo d’Accursio, Edizioni Senza Nome, Bologna, 1992.
G. Barozzi (cur.), Francesco Zanardi: storia di un socialista dall’Ottocento alla repubblica. Atti del Convegno di studi, Mantova, 5 ott. 1991, Grassi, Mantova, 1993.

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03 2009

Pane e alfabeto

dalla cronaca di Bologna di La Repubblica — 14 ottobre 2006

Si analizzano impasto, additivi e qualità della farina. I fornai protestano, ma il sindaco impone che la qualità del pane sia migliorata. I prezzi però non diminuiscono. Il sindaco acquista un primo carico di farina (20 quintali) e la fa vendere nello spaccio aperto il 28 agosto sotto il voltone del Podestà. In ottobre decide di costruire un forno comunale in grado di produrre 150 quintali di pane al giorno (aprirà nell’ ottobre 1915). I fornai si lamentano, il sindaco tira dritto. Si mette d’ accordo con la latteria sociale di Sala Bolognese per fare arrivare il latte negli spacci comunali (5 nel 1915, 9 nel 1916, 15 nel 1917), compra due piroscafi per fare arrivare il grano dall’ Argentina e il carbone dall’ Inghilterra. Negli spacci comunali - siamo nel 1915 - si vendono anche conserva di pomodoro, «forma parmiggiana vecchia di primissima qualità», pesche e riso. E’ scoppiata la guerra e si stanziano i sussidi alle famiglie dei richiamati alle armi. I commercianti non solo protestano ma avviano anche una guerra legale. Dicono che alcuni spacci comunali sono «di proprietà del sindaco». In Consiglio c’ è chi grida: «Comune fruttarolo» e «Comune mugnaio». Una commissione comunale accerta che gli spacci non sono in regola. Zanardi ha usato soldi del Comune per aprire spacci in negozi di sua proprietà. «Non un solo soldo è andato però nelle tasche del sindaco». Il Prefetto, che avrebbe potuto mandare Zanardi in galera, accetta invece che gli spacci passino sotto un Ente autonomo dei consumi. Zanardi aveva il sostegno di quasi tutti i cittadini che con gli spacci potevano sopravvivere e che non avrebbero accettato la destituzione del primo cittadino. Ci sarebbe stati tumulti, e non contro il sindaco. Del resto, il socialista arrivato da Poggiorusco nel mantovano, non si lasciava certo intimidire. Contro «la città della rendita e dei bottegai» usava anche l’ ironia. «La Camera di commercio dice che, se l’ olio venduto è scarso, la colpa è dei commessi che non sanno usare il misurino. Non sarà inopportuno notare che, evidentemente questi giovani hanno il vizio organico della diminuzione del peso». Anche con i proprietari di case lo scontro è pesante. Il nuovo regolamento d’ igiene impone latrine «a cacciata d’ acqua» in ogni appartamento e la chiusura dei pozzi inquinati. Il Bollettino dell’ Associazione dei padroni di casa si lamenta perché «per tale regolamento si possono imporre lavori dispendiosi ai proprietari di case». Ma non c’ è nulla da fare: si debbono costruire le latrine, chiudere i pozzi, trasferire fuori dalla cinta muraria le stalle ancora esistenti e «montare un rubinetto in ogni appartamento». E non si perde tempo. Una commissione composta «dall’ assessore Oreste Vancini, impiegati comunali e cittadini volontari» ha l’ incarico di «visitare le case della città e constatarne - come ha scritto Nazario Sauro Onofri - lo stato di abitabilità». «Gli amministratori socialisti visitarono le 25.786 abitazioni esistenti entro la vecchia cerchia di mura… Furono riscontrati 2.002 inconvenienti di ordine igienico e 862 di ordine edilizio. L’ ufficio igiene intervenne immediatamente e nel giro di pochi mesi ottenne la chiusura di 457 pozzi malsani; la sistemazione di 339 alloggi; la riparazione di 307 latrine e la costruzione di altre 78. I proprietari delle case protestarono ma furono costretti a fare eseguire i lavori». Il sindaco che non parla e decide subito si occupa anche d’ altro. «Pane e alfabeto», era il titolo del «programma» elettorale. E Francesco Zanardi apre asili comunali e scuole, e anche i pomeriggi di studio, i doposcuola di oggi. Si inaugurano le prime mense per la refezione scolastica. Il sindaco apre cinque biblioteche nei quartieri operai e uffici decentrati che sono il preludio ai quartieri. Si apre anche la colonia comunale elioterapica di Casaglia, per bambini gracili e bisognosi di aria buona. Tutto questo mentre infuria la guerra, e Bologna si riempie di migliaia di profughi che hanno bisogno di un tetto e del pane. «In omaggio ai lavoratori combattenti» il sindaco socialista ordina che la bandiera venga esposta alla torre del palazzo comunale. Ci resterà fino alla fine della guerra. Come ricompensa, subito dopo la vittoria, il 5 novembre 1918 Francesco Zanardi e altri socialisti vengono aggrediti e bastonati da un gruppo di interventisti in piazza Vittorio Emanuele II, oggi piazza Maggiore. Durante il Ventennio, finirà al confino.

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03 2009

Sul progetto

Il Pane, come la Poesia, é di tutti
Vorremmo indagare l’idea del workshop quale spazio per mettere in comune conoscenze e abilitå, coinvolgimento personale e modalitå di relazione e trasmissione di contenuti basate sull’idea di processo.
Abbiamo scelto il pane per il suo valore reale che diventa sociale e metaforico, e per il rapporto eletto con Bologna e il suo territorio; qui, la tradizione della produzione di pane é celebrata da una poetica via del pane  che percorre la cittå e la connette ai villaggi sulle colline circostanti.
Abbiamo scelto la processualitå insita nella produzione del pane per fondare l’idea di un creare spazio basato sul prendersi il proprio tempo.
I modi e le possibilitå con cui la conoscenza personale viene attualizzata attraverso la condivisione e il mescolamento delle fonti si rispecchiano nella varietå e diversitå espresse nella produzione dei pani.

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03 2009

The markets of Bologna

We have been researching (visiting) the various markets of Bologna to locate the places where we will set up our bread making stalls. There are a few pre-determining criteria that we are working with, some potentially pliable, some not. The area map of the Iceberg festival does not encompass the entire city of Bologna, but rather concentrates on the central area that will attract the greatest visibility (though perhaps not participation) for an art event. This unfortunately eliminates some of the outlying markets that include immigrant communities and maybe many different bread making techniques. Another limitation is that the old traditional markets in the center (the ones that have been around for hundreds of years) have since become permanent, meaning the stalls are now fixed stalls, and there isn’t really room for temporary fixtures. However… we are working on this, and the possibility of somehow setting up in those markets.

Markets that do fit the locational and temporal criteria include the wonderful Mercatino Biologico XM24. This market happens once a week, on Thursday evenings from 6-9 at the XM24 space. XM24 is an occupied building near train station occupying a host of activist initiatives. The market vendors represent what might be called the new homesteaders, young folk that have made intentional decisions to live closer to the land and come in conversation with traditional farming methods. Here you will find a young, healthy mix of alternative and yuppy consumers choosing to shop locally and organically. The vibe at the market is warm and welcoming and information about ingredients and production is often shared during transactions. It’s a wonderful place, but also in some ways an exclusive place. This is not the market that any person would shop at for their general groceries, as it is a once a week occurance with a specialized selection of vendors. It is not so much a practical market as it is an “experience” market. A market one goes to in order to experience the experience of market, both consumers and vendors. It conjures an idea of what a market could have been back in the day when the food you consumed was local and you knew all the vendors because they were your neighbors.

Another market that attemps to create the feeling of “market” is the Mercato della Terra, a venture of the international Slow Food movement. Their stated goal is “to counteract fast food and fast life, the disappearance of local food traditions and people’s dwindling interest in the food they eat, where it comes from, how it tastes and how our food choices affect the rest of the world.” One of the ways they go about this is through local markets that take place every few weeks around the world. The vendors at the market all must pass slow food criteria of local, organic and seasonal. In Bologna the market takes place in the courtyard of the Cineteca, a postmodern de Chirico plain. The select location and gourmet choice of vendors give this market a bit of an uppity feel. During our visit it was also quite empty of shoppers. There were always people passing in and out, but never enough of a crowd to give it the hustle and bustle one associates with market. Granted, one factor could have been the unseasonably cold weather. This is a market with great purpose and intentions but perhaps too distant or detached of an approach from the reality of the consumers that would enliven it.

Finally, we visited the principal, historic, sprawling market of La Piazzola. From
Thursday to Saturday each week this market occupies a large chunk of central Bologna with vendors selling colthing, shoes, jewellery, kitchen ware, and other non-alimentary products. On a fair weathered Saturday it often appears that the entire city is out in the market buying something. The market is ideal for encountered a wide range of people and experiences. We still need to work through the no food stipulation at the market, but we are hoping that promoting our stall as an art project will override the fact that dough is being made.

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il pane, come la poesia, é di tutti

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kilometri 0

Abbiamo deciso di utilizzare il periodo di preparazione dell’intervento alla scoperta delle varie offerte di pane in città - e magari anche fuori, per confrontarci con le tradizioni più radicate, se riusciamo a trovarle. La ricognizione avviene in maniera spontanea, laddove veniamo attirati dalle vetrine, dalle insegne e dalle persone.

Con l’indicazione kilometri 0 in vetrina,  ieri abbiamo scoperto un locale in via Galliera,  zona centro,  che vende proodotti alimentari a filiera corta. Abbiamo provato il pane che arriva da una comunità sociale di Montechiaro nei pressi di Sasso Marconi, campagna bolognese. I ragazzi che partecipano a questo progetto hanno iniziato a produrre pane da pasta madre per rendersi autonomi e ora utilizzano lo stesso anche in un laboratorio cittadino, in via Zanardi, per la vendita. Il pane dolce di fichi e noci è ottimo. La varietà dell’offerta di partenza era testimoniata da quello che rimaneva nel paniere di una giornata ricca di acquisti: pani composti da diverse miscele di farine e ingredienti.

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Mobile oven


A mobile oven designed by a Mr. Jean-Marie
and some early concept sketches I made for our potentially mobile oven.

My model is probably far too heavy to be mobile, but I was considering the bottom insulation that seems to be quite important in oven design. Though from the look of Jean-Marie’s oven it seems that it can be quite functional on just a wooden palette.

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03 2009

Francesco Zanardi


Francesco Zanardi (January 6, 1873–October 18, 1954) a member of the Italian Socialist Party, was elected mayor of Bologna in 1914. His campaign slogan was “Bread and Alphabet,” promising food and literacy to all residents of Bologna. During his tenure he became known as the “mayor of bread” for his efforts during World War I to provide bread for all.

In many ways, our project Fare Il Pane a Bologna begins with Zanardi. It was his belief that bread is not commodifiable, rather that it is the natural right of all people to have access to this staple of life. Under his initiative the “Il Forno” bread factory was established in Bologna. This large scale industrial project employed thousands, centralized bakeries and baking methods and made bread available to the hungry masses during the war.

Zanardi was elected to the Italian parliament in 1921 and became the target of violent attacks by fascists, killing his son. In 1938 he was forced into confinment and did not re-emerge until 1946 when he returned to Bologna and was elected to the constitutional assembly.

The massive industrial building that was “Il Forno” remained abandoned for many years, a decaying monument to the promise of bread, until it was renovated and opened in 2007 as the Bologna Museum of Modern Art.

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03 2009

Yeast Bicycle

Archival images of yeast bicycels. These bicycles were used to transport the rising yeast to the bakeries in Bologna. We were looking at this as a model for transporting our rising bread from the workshop sites in the market to the MAMbo for baking, or possible as a model for a mobile oven. Yesterday, while we were visiting the market at XM24 we learned that the folks at the Ciclofficina Popolare Ampio Raggio (a free bike repair and maintenance spot) are devising a similar plan for a mobile oven. Sunday we’ll meet some folks from the shop and talk about joining forces.

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About the project

This blog accompanies the project Fare il Pane a Bologna (Making Bread in Bologna), to be realized by Valentina Curandi, Nathaniel Katz and Chiara Landonio. The project is part of the Iceberg Festival in Bologna, Italy and will take place between May 21-23 in several market locations and outside of the MAMbo Museum of Modern Art.
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