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Il primo compleanno della pasta madre di Bologna

Ad un anno di distanza dal primo intervento per il progetto, abbiamo ricevuto questo messaggio di saluto da un partecipante, Deanna di Bologna. É il primo compleanno della pasta madre iniziata nel maggio scorso a Bologna.

Carissima Valentina,
probabilmente non ti ricorderai di me, ma di certo ricorderai di essere venuta a Bologna a maggio dell’anno scorso in occasione della vostra iniziativa FARE IL PANE A BOLOGNA. Da allora con quel pezzettino di pasta madre che mi avevate regalato, ne sono successe di cose! il traguardo più grande (per me) è stato quello di riuscire a far vivere la pasta madre!.. sono già 12 mesi..!

Ci piacerebbe ricevere notizie riguardanti le paste madri cresciute da quell’esperienza.

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05 2010

ogni giorno qualcuno fa il pane/everyday somebody makes bread


Quando questo progetto è nato stavamo tutti già cercando qualcosa.
Io per esempio cercavo un modo per reagire ad alcune pratiche artistiche femminili che esercitavano un potere di attrazione e respulsione sulla mia memoria famigliare. Avevo appena scoperto gli esordi di Martha Rosler (USA), con il ritardo, la fatica e lo stupore che caratterizza la ricerca degli autodidatti, e volevo mostrare il lavoro Semiotica della Cucina a Chiara, amica e riferimento per eccellenza nel mio immaginario del femminile in cucina. Avevo anche deciso che mi avrebbero aiutato, lei e la sua cucina, ad operare un personale intervento di attualizzazione sul video. Niente di tutto ciò avvenne la sera che mi presentai con videocamera e laptop per iniziare a lavorare. Guardando il video della Rosler, Chiara si definì lontana da quell’immaginario che definiva lo spazio della cucina luogo di frustrazione e repressione del femminile, evocatore di morte e violenza e istigatore di volontà vendicatoria, forse.
Il modo in cui Chiara vive quotidianamente lo spazio e il tempo della cucina è fatto di cura e creatività e questi sono sentiti come forti esigenze. Secondo Chiara, siamo debitori del fatto che i processi che caratterizzano lo stare in cucina si sono trasformati da doveri e fatiche in azioni belle perché di rinnovata necessità. La consuetudine del fare il pane soprattutto, scoperta per la prima volta da Chiara, rappresenta il rinnovamento della considerazione del lavoro umano e la dedicazione al tempo che trascorre e alla durata. Come se nel pane si fondasse nuovamente il valore delle cose e divenisse allora fondamentale fare e dedicare attenzione a tutto il processo con cui si compie questa trasformazione. Il tempo trascorso nel fare diventa tempo di incontro tra azione umana e azione delle cose, tempo di osservazione privilegiata del rinnovarsi di una relazione di reciprocità tra natura e cultura, come scrive Enzo Bianchi ne Il pane di ieri (Einaudi, 2008).
Che sia il pane lavorato e poi lasciato riposare oppure l’argilla raccolta lungo un fiume per costruire il forno che servirà per la sua cottura, che sia l’inizio di un processo o il suo risultato materiale, nel racconto del farsi delle cose non hanno più importanza punti di inizio e di arrivo, si perdono le gerarchie e il processo si apre su se stesso. Sembrava un modo bellissimo per parlare di arte.

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04 2009

da una poesia una canzone: un annuncio su kijiji

Abbiamo appena pubblicato sul sito di annunci KIJIJI Bologna un ad in cui chiediamo a cantanti, musicisti, gruppi, cantastorie o moderni menestrelli che avessero voglia di partecipare a loro modo al progetto di mettere in musica una poesia e di interpretarla con una performance musicale da compiersi durante le giornate di svolgimento del progetto. Alla ricerca di aria di festa.

Roque Dalton (1935 - 1975) é stato un poeta e rivoluzionario salvadoreno, clandestino e prigioniero fuggitivo da El Salvador, sostenitore della rivoluzione cubana e suo corrispondente inviato a Praga per osservare la rivoluzione socialista. Militante attivista dell’Ejército Revolucionario del Pueblo, tentó di aprire canali di comunicazione tra l’organizzazione e la societá civile. Venne giustiziato da un gruppo di commandos dello stesso ERP che lo accusavano di separatismo all’interno dell’oganizzazione.

Como Tú (1975)
Por Roque Dalton

Yo como tú/ amo el amor,/ la vida,/ el dulce encanto de las cosas/ el paisaje celeste de los días de enero.
También mi sangre bulle/ y río por los ojos/ que han conocido el brote de las lágrimas./ Creo que el mundo es bello,/ que la poesía es como el pan,/ de todos.
Y que mis venas no terminan en mí,/ sino en la sangre unánime/ de los que luchan por la vida,/ el amor,/ las cosas,/ el paisaje y el pan,
/ la poesía de todos.

Like You
By Roque Dalton

Like you I/ love love, life, the sweet smell/ of things, the sky-blue/ landscape of January days.
And my blood boils up/ and I laugh through eyes/ that have known the buds of tears./ I believe the world is beautiful/ and that poetry, like bread, is for everyone.
And that my veins don’t end in me/ but in the unanimous blood/ of those who struggle for life,/ love,/ little things,/ landscape and bread,
/ the poetry of everyone.

Come te
Di Roque Dalton

Io, come te,/ amo l’amore, la vita, il dolce incanto/ delle cose, il paesaggio/ celeste dei giorni di gennaio.
Anche il mio sangue bolle/ e rido dagli occhi/ che hanno conosciuto il sorgere delle lacrime.
Credo che il mondo sia bello,/ che la poesia sia come il pane, di tutti.
E che le mie vene non finiscano in me/ ma nel sangue unanime/ di chi lotta per la vita,/ l’amore/ le cose/ il paesaggio e il pane
/ la poesia di tutti.

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04 2009

day 4: collecting clay/ giorno 4: raccolta dell’argilla

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day 3/ giorno 3

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day 2: oven base/ giorno 2: base del forno

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Oven base / base del forno

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04 2009

Date e programma

Date e programma
venerdì 8 e sabato 9.05, Slow Food on Film Festival
h 10 – 12: preparazione pane / h 12 – 14: lievitazione, passeggiata con trasporto dei pani e accensione inaugurale del forno presso il Centro Sociale Giorgio Costa / h 14 – 15: cottura e assaggio

all’interno del Festival Iceberg:
giovedì 21.05, mercatino biologico c/o Xm24, via Fioravanti 24 (in attesa di conferma)
h 17,30 - 19: preparazione pane / h 19 – 21: passeggiata con trasporto dei pani / h 21 – 22: cottura e assaggio

venerdì 22.05, mercato della Piazzola c/o Piazza Otto Agosto (in attesa di conferma)
h 10 – 12: preparazione pane / h 12 – 14: lievitazione e passeggiata con trasporto dei pani / h 14 – 15: cottura e assaggio

sabato 23.05, Mercato della Terra c/o cortile della Cineteca via Azzo Gardino
h 10 – 12: preparazione pane / h 12 – 14: lievitazione e passeggiata con i pani / h 14 – 15: cottura e assaggio

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04 2009

Institutional setbacks; new relationships

This past week we experienced our first setback in the project. The Museum of Modern Art (MAMbo) cannot deal with our request to host the oven in the garden outside of the museum. It was an individual refusing and it has to do with a host of institutional structures that are involved in facilitating a project that is under institutional sponsorship. I’ll try to explain… the Iceberg festival is a project of the office of culture of the city of Bologna. The Museum is also a public institution, though with some autonomy from the city. The garden outside of the museum is the property of the city and is currently closed, pending some future development project, and although technically under the jurisdiction of the city’s office of parks, because of its proximity to the museum, decisions are defered to the museum director. The office of culture contacted the museum director with the request, unfortunately we were not permitted in this first stage to meet him personally and explain our project, we had to allow the procedure to move in their institutional ways. This one contact (by e-mail) was rejected by stating that the garden is closed to the public and that it is not in institutional or representative power to permit for its opening. It seemed to us that perhaps we can ask the office of parks for permission to use it. Not so simple… the office of culture saw this as a no, and does not want to go on provoking the museum by going around to gain permission from another office. So, a big conceptual element of our project was rejected by e-mail.

We tried to come up with solutions, and the folks at the office of culture reminded us of the enthusiasm that folks from Cineteca (the film archives, and art cinema, and host to the Mercato della Terra) had for our project. Now, while the Cineteca isn’t exactly a former bakery, it is in the same area, what the city development calls the Manifattura delle Arti, a formerly industrial part of the city now turned to cultural development. The museum was formerly a bakery, the cineteca was formerly a slaughterhouse… However, it is in the shadow of the museum with good views of the old bakery chimneys. Also, though the Cineteca is a public institution, it is a public/private, and the open courtyard where the market is hosted only requires the approval of the director, not the city. So we got in touch with Cineteca, and met the director’s assistant the next day. Also at our meeting was the organizer of the Slow Food market, who also expressed enthusiasm for the project. The original excitement of Cineteca for building the oven in the courtyard, faced the reality of building it in a courtyard that already hosts a market and soon a temporary bar. But the assistant to the director was determined to make this happen for us and took us on a walk to the neighborhood association next door. This complex of houses and community center was formerly a convent and now houses a vibrant group of senior citizens struggling to maintain their space against encroaching gentrification. As it happens the ladies at the center would love to have a traditional bread oven in their yard and they plan to continue baking bread after the completion of the project. And so, a setback turned into an opportunity to connect, a building of relationships and a shifting of meaning from a symbolic act outside of the museum to an act with real meaning in the shadow of the museum

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In the shadow of il Forno

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