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Savigno Big Mountain Sitting in Solidarity 2014-2001
Curandi Katz, 2014

I find a picture to show you.
It is of myself and Joseph in Big Mountain, fifteen years ago.
I want you to feel what I feel when I look at the picture.

The picture is black and white, Joseph and I are outside, sitting on the dry crackling earth, leaning on an improvised fence.
Dark clouds are hovering above.
We look tired, having worked all morning.
I want to tell you how it felt to be there and to support the Navajo resistence.
To feel the conviction with which I was there.
I tell you about how we herded sheep.
Dug a latrine
Collected dry sage.

What I feel when I look at the picture is conditioned by what I felt when I was there,
which is coniditioned by what I felt for the people to whom we offered our support.
Is it possible for me to translate this feeling to you with words?
Is it possible with words for you to empathize with me for what I felt when there?

With the latrine finished we transfered the wooden outhouse structure over it. The next day sitting in the three wall outhouse with the open wall facing an endless plain of dry sage shrubs I felt in solidarity.

At Gino’s land in the countryside outside of Bologna we build a latrine in the late spring. All summer it will be available for use by the flow of visitors to Gino’s laboratòrio_014. Artists, curators, researchers and students are invited to make use of the latrine for their bodily functions; to sit and look into the Bolognese landscape, to imagine the desert landscape of Big Mountain, the indigenous people struggling to protect their ancestral lands, people around the world struggling for their rights to a life of equality – to sit in solidarity.

At summer’s end, when laboratòrio_014 is finished and the last of the guests have left, the outhouse will be removed and a fruit tree will be planted in the latrine.

Savigno Big Mountain Sedendo in solidarietà
Curandi Katz, 2014
 
Trovo una foto da mostrarti.
Ci siamo io e Joseph a Big Mountain, quindici anni fa. 
Voglio farti sentire ció che sento quando osservo la foto.
 
La foto è in bianco e nero, Joseph ed io siamo fuori, seduti sulla terra secca e brulla, 
appoggiati ad una recinzione improvvisata. 
Nuvole scure ci sovrastano. 
Sembriamo stanchi, abbiamo lavorato tutta la mattina.
Voglio raccontarti com’era sentirsi lí e supportare la resistenza dei Navajo.
Sentire la convinzione con cui ero lá. 
Ti racconto di come pascolassimo le pecore, lavorassimo ad una latrina, raccogliessimo salvia essiccata. 
 
Ció che provo quando guardo la foto è condizionato da ció che provavo quando mi trovavo lá,  
che è condizionato da ció che sentivo per le persone a cui abbiamo offerto il nostro sostegno.
Mi è possibile tradurti questo sentimento in parole? 
Ti è possibile entrare in empatia con me a parole?
 
A latrina finita, vi abbiamo trasferito sopra una capanna in legno.
Il giorno seguente, seduto tra le tre pareti della casupola con la vista su una sconfinata pianura di cespugli di salvia essiccata mi sono sentito in solidarietà.
 
Nel terreno di Gino in campagna fuori Bologna, costruiamo una latrina in prima estate.
Sarà disponibile tutta l’estate per servire il flusso di visitatori e partecipanti al progetto di Gino di laboratòrio_014. Artisti, curatori, professionisti e ricercatori sono invitati a usare la latrina per le funzioni corporee; a sedersi e guardare nel paesaggio appenninico bolognese, a immaginare il paesaggio desertico di Big Mountain, la popolazione indigena che combatte per proteggere la propria terra ancestrale, tutte le popolazioni al mondo che si battono per il diritto ad una vita dignitosa – sedendo in solidarietà.

Alla fine dell’estate, quando il programma di laboratòrio_014 si conclude e gli ultimi ospiti se ne sono andati, la capanna viene rimossa e un albero da frutto è piantato al posto della latrina.